"De Vulgari Eloquentia": Libro I, 1

    Letteratura e teatro

    Dante mette a confronto la lingua volgare con la lingua latina, che chiama “grammaticale”. Il poeta pensa al latino come a una lingua che si studia sui libri, non come a una lingua “naturale”, parlata comunemente nel passato, che ha poi subito un’evoluzione di tipo letterario.

     

    […] chiamiamo lingua volgare quella lingua che i bambini imparano ad usare da chi li circonda quando incominciano ad articolare i suoni; o, come si pu√≤ dire pi√Ļ in breve, definiamo lingua volgare quella che riceviamo imitando la nutrice, senza bisogno di alcuna regola.

     

    Abbiamo poi un'altra lingua di secondo grado, che i Romani chiamarono "grammaticale". […]

     

    Di queste due lingue la pi√Ļ nobile √® la volgare: intanto perch√© √® stata adoperata per prima dal genere umano; poi perch√© il mondo intero ne fruisce, bench√© sia differenziata in vocaboli e pronunce diverse; infine per il fatto che ci √® naturale, mentre l'altra √®, piuttosto, artificiale.

     

    Ed √® di questa, la pi√Ļ nobile, che √® nostro scopo trattare.

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