Piccolo testamento

    In Piccolo testamento, la poesia che dà inizio a Conclusioni provvisorie, ultima sezione della raccolta Satura, Montale ribadisce le sue scelte di uomo e di poeta: la distanza da ogni ideologia (chierico rosso, o nero); il rifiuto di dare certezze (il testamento è piccolo, le conclusioni sono provvisorie); la poesia come traccia, come ponte fra cielo e terra (iride), sola luce Рdebole ma resistente e tenace - che è possibile donare al mondo.

     

    Questo che a notte balugina
    nella calotta del mio pensiero,
    traccia madreperlacea di lumaca
    o smeriglio di vetro calpestato,
    non è lume di chiesa o d'officina
    che alimenti
    chierico rosso, o nero.
    Solo quest'iride posso
    lasciarti a testimonianza
    d'una fede che fu combattuta,
    d'una speranza che bruci√≤ pi√Ļ lenta
    di un duro ceppo nel focolare.
    Conservane la cipria nello specchietto
    quando spenta ogni lampada
    la sardana si farà infernale
    e un ombroso Lucifero scenderà su una prora
    del Tamigi, dell'Hudson, della Senna
    scuotendo l'ali di bitume semi-
    mozze dalla fatica, a dirti: è l'ora.
    Non è un'eredità, un portafortuna
    che può reggere all'urto dei monsoni
    sul fil di ragno della memoria,
    ma una storia non dura che nella cenere
    e persistenza è solo l'estinzione.
    Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato
    non può fallire nel ritrovarti.
    Ognuno riconosce i suoi: l'orgoglio
    non era fuga, l'umiltà non era
    vile, il tenue bagliore strofinato
    laggi√Ļ non era quello di un fiammifero.

     

    Nella trasmissione radiofonica “Alle 8 della sera” Franco Croce, professore di letteratura italiana presso l'Universit√† di Genova, racconta Montale attraverso le lettura e il commento di 10 poesie tratte da Satura, fra queste anche Piccolo testamento: http://www.radio.rai.it/radio2/alleotto/montale/view.cfm?Q_EV_ID=99046

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