"Piccolo testamento"

    Letteratura e teatro

    Piccolo testamento è la poesia che dà inizio a Conclusioni provvisorie, ultima sezione della raccolta Satura. Montale ribadisce le sue scelte di uomo e di poeta: mantenere la distanza da ogni ideologia (chierico rosso, o nero); rifiutarsi di dare certezze (il testamento è piccolo, le conclusioni sono provvisorie); considerare la poesia come una traccia, come un ponte fra il cielo e la terra (iride), come la sola luce Рdebole ma resistente e tenace Рche è possibile donare al mondo.

     

    Questo che a notte balugina

    nella calotta del mio pensiero,

    traccia madreperlacea di lumaca

    o smeriglio di vetro calpestato,

    non è lume di chiesa o d'officina

    che alimenti

    chierico rosso, o nero.

    Solo quest'iride posso

    lasciarti a testimonianza

    d'una fede che fu combattuta,

    d'una speranza che bruci√≤ pi√Ļ lenta

    di un duro ceppo nel focolare.

    Conservane la cipria nello specchietto

    quando spenta ogni lampada

    la sardana si farà infernale

    e un ombroso Lucifero scenderà su una prora

    del Tamigi, dell'Hudson, della Senna

    scuotendo l'ali di bitume semi-

    mozze dalla fatica, a dirti: è l'ora.

    Non è un'eredità, un portafortuna

    che può reggere all'urto dei monsoni

    sul fil di ragno della memoria,

    ma una storia non dura che nella cenere

    e persistenza è solo l'estinzione.

    Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato

    non può fallire nel ritrovarti.

    Ognuno riconosce i suoi: l'orgoglio

    non era fuga, l'umiltà non era

    vile, il tenue bagliore strofinato

    laggi√Ļ non era quello di un fiammifero.

     

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